La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) ha esteso in modo significativo l’obbligo di rendicontazione non finanziaria per le aziende europee. Entro il 2025-2026, migliaia di aziende italiane dovranno pubblicare un bilancio di sostenibilità secondo gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards). Per molte di queste aziende, la domanda non è “dobbiamo farlo?” ma “come raccogliamo i dati?”. SAP offre risposte concrete a questa domanda.
Cosa richiede la CSRD alle aziende
La CSRD impone la rendicontazione su temi ambientali (emissioni di gas serra, uso dell’energia, biodiversità), sociali (condizioni di lavoro, diversità e inclusione, impatto sulle comunità) e di governance (struttura degli organi societari, politiche anticorruzione, gestione dei rischi). La particolarità rispetto ai precedenti obblighi di reporting ESG è il livello di dettaglio e di verificabilità richiesto: i dati devono essere auditabili da una società di revisione indipendente.
SAP come fonte di dati ESG
Molti dei dati necessari per la rendicontazione ESG sono già presenti nei sistemi SAP delle aziende. I dati di consumo energetico e di materie prime sono nei moduli MM e PM, i dati di produzione e di scarti sono nel modulo PP, i dati logistici (inclusi quelli sulle emissioni del trasporto) sono nel modulo LE, i dati sui fornitori (per la supply chain sustainability) sono nel modulo SRM o Ariba. Il problema è che questi dati non sono organizzati in modo da rispondere direttamente alle domande degli standard ESG: devono essere estratti, aggregati e arricchiti con informazioni aggiuntive.
SAP Sustainability Control Tower è lo strumento SAP specifico per raccogliere questi dati in modo strutturato e produrre la rendicontazione ESG secondo gli standard internazionali. Per un’introduzione più ampia al tema, leggi il nostro articolo su SAP e sostenibilità.
Come costruire un percorso ESG con SAP
Un percorso ESG con SAP si articola tipicamente in quattro fasi. La prima è la materialità: identificare quali temi ESG sono rilevanti per l’azienda e per i suoi stakeholder, secondo l’analisi di doppia materialità richiesta dalla CSRD. La seconda è la mappatura dei dati: identificare dove si trovano i dati necessari per rispondere agli indicatori ESG richiesti e valutare la loro qualità. La terza è la configurazione di SAP: attivare le funzionalità SAP per la raccolta e l’aggregazione dei dati ESG. La quarta è la rendicontazione: produrre il bilancio di sostenibilità in formato leggibile e auditabile.
Il collegamento tra ESG e reporting finanziario
Una delle novità più significative della CSRD rispetto ai precedenti standard ESG è l’integrazione della rendicontazione di sostenibilità con quella finanziaria: il bilancio di sostenibilità viene pubblicato insieme al bilancio d’esercizio, nella stessa relazione. Questo rafforza il collegamento tra le performance ESG e quelle finanziarie, e richiede una coerenza tra i dati riportati in SAP Finance e quelli riportati in SAP Sustainability.
Per le aziende con sistemi SAP già attivi, la buona notizia è che la base dati per la rendicontazione ESG esiste già nel sistema. Approfondisci anche il tema del SAP reporting per capire come strutturare la raccolta e l’analisi dei dati. Contatta Technis Blu per impostare il tuo percorso di sostenibilità con SAP.





